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Ansia patologica e disturbi del pensiero

Due sono sostanzialmente i criteri per distinguere l'ansia compatibile con la propria soglia individuale di contenimento da quella patologica: uno riguarda il livello d'ansia assolutamente sproporzionato rispetto al rischio e che eventualmente si mantiene oltre la propria soglia anche quando il possibile rischio e pericolo sono terminati e un altro che concerne la valutazione dell'impatto della reazione ansiosa sul funzionamento dell'individuo nella sua vita.
Senza ricorrere a casi eclatanti si può citare, al riguardo, l'esempio di un soggetto che soffre molto e presenta degli effetti psicosomatici come coliti o dermatiti oppure di un altro soggetto le cui funzioni intellettuali o l'adattamento sociale e/o professionale sono pervasivamente danneggiati.

L'attenzione del soggetto ansioso non è così distratta come si può a prima vista osservare, ma è concentrata, quantunque inconsapevolmente, sui concetti di pericolo o di minaccia.
L'eccessiva vigilanza su tali concetti lo inducono ad una continua esplorazione diretta alla ricerca di segnali di disastri o danni personali incombenti. Poiché l'investimento di energia è massimo in tale ricerca, ben poche forze rimangono al soggetto ansioso per concentrarsi sui compiti specifici o nel pensiero riflessivo che rimangono entrambi in secondo piano rispetto all'attenzione agli stimoli che possono indicare l'imminenza di disastri o danni.
Lo stato di continua allerta produce numerosi "falsi allarmi" che tengono il soggetto in una condizione costante di emotività frustrante e di agitazione, ad esempio il lancinante suono di una sirena dell'ambulanza può innescare il pensiero che un proprio caro abbia avuto un incidente stradale e non c'è tranquillità sino alla verifica.

Lo stato di continuo allarme per il "pericolo" si manifesta attraverso pensieri automatici inconsapevoli e persistenti di possibili danni fisici e/o mentali che hanno la caratteristica della rapidità intrusiva, della ripetizione e della completa plausibilità quando si presentano. Tali pensieri sono talmente rapidi che il soggetto è consapevole solo dell'ansia generata dal pensiero stesso che ha elaborato l'informazione interna o esterna producente l'ansia.
Il soggetto può anche riconoscere che i pensieri sono illogici e in tal caso sarà necessario "addestrarlo" al riconoscimento del pensiero mediante il richiamo dello stesso con la tecnica dell' "immediata ripetizione". Ad esempio un soggetto terrorizzato dall'idea di avere un cancro, viene invitato a ripetere il "terrore" e a trovare il pensiero immediatamente precedente che glielo ha evocato (un racconto, immagini televisive, un articolo sul giornale, ecc...)

La gamma dei pensieri difettosi è molto ampia, e ad essi è stato fatto riferimento più volte nella trattazione dei vari argomenti pertanto mi limiterò qui a citarne tre molto comuni, frequenti anche nelle persone che non presentano marcate reazioni ansiose o che presentano un leggero tratto depressivo.
Uno è la tendenza a catastrofizzare, cioè a insistere sul peggior risultato e sui risultati negativi delle situazioni che non necessariamente potrebbero esitare in peggio. Un altro è la tendenza a riferirsi nella propria esperienza solo a situazioni negative o ad elementi negativi della situazione che pur ne presentava alcuni positivi. Un altro ancora è costruito dalla tendenza, in presenza di un "pericolo" interno o esterno, a valutare la situazione in termini opposti e assoluti così che se essa non è assolutamente sicura significa che è insicura. Ad esempio per una persona in cerca di lavoro i pensieri possono essere i seguenti: sicuramente non mi assumeranno; non mi hanno assunto prima non lo faranno neanche adesso; se non mi assumono rimarrò disoccupato per sempre.

Puoi evitare la gente e i posti, ma non i tuoi pensieri: se consenti loro di essere negativi, sarai negativo. Però è vero anche il contrario.

Quando non sai cosa dire a qualcuno arrabbiato con te, ricordati che hai quattro scelte: star zitto, essere d'accordo, non essere d'accordo, cambiare argomento.

Se ti senti rifiutato dagli altri per i tuoi chili di troppo e qualcuno invece ti fa dei complimenti per il tuo aspetto, non festeggiare l'evento mangiando cibi ipercalorici!


 
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fonti bibliografiche