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DA COSA DIPENDE IL MIO DISTURBO?

Spesso, se non quotidianamente, un soggetto ansioso può chiedersi: "…ma perché sono così?" "…da cosa dipende questo mio star sempre male?", adombrando la convinzione più o meno consapevole che se conoscesse l'origine del suo problema potrebbe risolverlo o quanto meno attenuarlo.
Individuare le cause che producono i disturbi ansiosi è alquanto problematico poiché presentano una concatenazione di effetti che a loro volta diventano cause che si intersecano e si sovrappongono con altri effetti e così di seguito; inoltre la radicalizzazione del disturbo ansioso o fobico permette di risalire all'origine solo induttivamente: possono cioè essere fatte delle inferenze, ma anche queste sono disturbate da ricordi sbiaditi o distorti dal tempo e dall'interpretazione a posteriori.

L'individuazione delle cause non dà comunque la garanzia della scomparsa del disturbo così come conoscere la causa poniamo del diabete mellito o di una infezione virale non dà la garanzia della scomparsa delle patologie relative. Non esistono scorciatoie: sono necessari impegno, tempo e un lavoro specifico con un esperto se gli sforzi autoterapeutici non danno risultati apprezzabili.
Inoltre ogni essere umano ha un suo vissuto esperenziale unico derivante dalle relazioni che ha con se stesso, con le altre persone e le situazioni o eventi; ciò complica il problema poiché le cause non possono essere seriate e catalogate come è possibile fare per il diabete, per recitare l'esempio precedente.

Quando poi alla questione dell'ereditarietà dei disturbi d'ansia e fobici - al di fuori dell'annosa polemica fra genetica e ambiente - c'è da notare che la letteratura corrente ha rilevato esistere la possibilità di una predisposizione ereditaria al disturbo che l'ambiente può o meno accentuare.

I fattori ambientali possono essere fatti risalire in sostanza:
  1. all'educazione durante l'infanzia e l'adolescenza: genitori iper o ipoprotettivi o insicuri che percepirono l'ambiente (persone o situazioni) molto pericoloso.

  2. a formazioni conflittuali causate dal contrasto fra istinto e istanze ambientali che inducono il soggetto a spostare il conflitto interno su oggetti esterni di più facile evitamento.

  3. all'associazione più o meno consapevole della insorgenza di una fobia con un evento spaventoso e/o traumatico (solo per alcuni tipi di fobia)

  4. all'ipervalutazione cognitiva di situazioni che presentano moderati elementi di pericolo evitabili con la normale prudenza e all'ipervalutazione cognitiva della gravità di sintomi fisici che anticipano e alimentano i sintomi successivi. Le ipervalutazioni inducono il soggetto a concentrarsi sempre di più sulle sue "disgrazie" e a reagirvi sempre più ansiosamente.

  5. a circostanze di vita (decessi, separazioni, malattia, perdite finanziarie o del lavoro, ecc.) che possono incidere variamente sulle persone in relazione alla loro vulnerabilità (vedi link 3d) individuale provocando fuga (remissività e/o rinuncia) la quale a sua volta genera paura e quindi ulteriore fuga.


 
ansia
disturbo da panico
disturbo da agorafobia
disturbo ossessivo-compulsivo e ipocondriaco
fobie specifiche e multiple
da cosa dipende il mio disturbo?
la P.N.L. (programmazione neuro-linguistica)
nei disturbi fobici
il modello terapeutico strategico (Nardone)
l'ipnosi e l'autoipnosi possono essere utili?
la terapia farmacologica
e la psicoterapia
gruppi di auto aiuto
fonti bibliografiche