 |
IL MODELLO TERAPEUTICO STRATEGICO (Nardone 1993)
Come ben sottolinea Nardone: "Ciò che è importante fare, nell'ottica di studiare un problema alla ricerca delle sue soluzioni, è passare dal quesito "perché esiste" al quesito "come funziona" …"…sembra che ciò che determina la costituzione della parte sintomatologia fobica, non sia l'evento iniziale, ma tutto ciò che il soggetto mette in atto per evitare la paura".
link correlato:
- fonti bibliografiche
Nardone continua brillantemente e pragmaticamente segnalando come siano le "tentate soluzioni" per evitare la paura che conducono il soggetto ad instaurare: "…una sequenza ricorsiva tra comportamento e esperienza all'interno della quale ciò che dovrebbe liberare dalla paura finisce per alimentarla".
A proposito dell'agorafobia Nardone sottolinea che in relazione a primi episodi di ansia e somatizzazioni relative possono seguire solitudine e impotenza che comportano la tentata soluzione dell'evitamento e quella di richiesta di aiuto ai propri cari.
link correlato:
- disturbo da agorafobia
Successivi evitamenti conducono ad una restrizione vitale vieppiù grave e la richiesta d'aiuto diviene un supporto inevitabile quando il soggetto si deve allontanare dal luogo sicuro (generalmente la propria casa). Nel tempo l'interazione psiche/comportamento si radicalizza e si autoalimenta.
A proposito del disturbo da panico a seguito di prime esperienze di forti palpitazioni, crisi lipotimiche, mancanza di respiro, perdita di equilibrio con vertigini o grave paura di sentirsi male ha luogo reattivamente un "tentato controllo" con il risultato che un attento ascolto del proprio corpo altera ulteriormente le sue funzioni per cui nuovamente la tentata soluzione mantiene e incrementa il disturbo.
link correlato:
- disturbo da panico
Non diversamente accade per il disturbo ossessivo-compulsivo dove la ripetizione o i rituali sollevano dalla paura solo provvisoriamente per poi essere nuovamente attivati quando si ripresenta la ricerca di sicurezza, sicchè permane solo l'obbligo di ripetere ossessivamente pensieri e comportamenti. Di nuovo combattere il disturbo significa mantenerlo autonomamente in vita.
link correlato:
- disturbo ossessivo-compulsivo e ipocondriaco
Infine nell'ipocondria, in seguito all'aver avuto una malattia più o meno grave (poi risoltasi) oppure avere vissuto il travaglio di una persona gravemente malata oppure ancor aver rilevato dai mass-media notizie sui sintomi di gravi patologie come il cancro, l'A.I.D.S., l'infarto, ecc., il soggetto si trova nella continua apprensione di cogliere in ogni sua piccola alterazione organica un indicatore di una presunta grave affezione. E' facile dunque dedurre come l'attento ascolto del proprio corpo provochi ulteriori alterazioni fisiche e mentali innescandosi e mantenendosi in vita autonomamente l'interazione mente/corpo.
link correlato:
- disturbo ossessivo-compulsivo e ipocondriaco
Ho voluto citare brevemente e purtroppo insufficientemente, per ragioni di spazio, il modello Nardone (1993) poiché lo ritengo assai efficace, adattabile e pragmatico in situazioni di psicoterapia breve. L'accoppiata poi delle strategie suesposte con le tecniche della PNL (programmazione neuro-linguistica - vedi link relativo)si è dimostrata assolutamente vincente nel trattamento della maggior parte dei disturbi di ansia e fobici.
La terapia dei disturbi citati ha come leit-motif la ristrutturazione con apposite originali strategie degli schemi che il paziente ha di se stesso , delle altre persone e delle situazioni o eventi che autoalimentano le sue paure.
Si può considerare l'errore come un occasione per non ripeterlo.
Accetta i giorni brutti e festeggia quelli belli!
Prova a riclassificare le tue situazioni ansiose come fastidiose piuttosto che pericolose.
|
|