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DISTURBO DA PANICO

Il panico è generalmente caratterizzato dalla paura di disastri interni imminenti (attacco cardiaco, colpo, malattia mentale) e da un senso di perdita del controllo sulle proprie funzioni fisiche e mentali nonché da una condizione ansiosa acuta e grave.
Gli attacchi di panico possono verificarsi anche in assenza di stimoli provenienti dall'esterno e ciò può indurre a credere che gli attacchi possano dipendere da cause organiche. Ma l'esperienza clinica ha dimostrato come, nella stragrande parte dei casi, siano una serie di pensieri negativi a produrre la penosa condizione di paura estrema. Si pensi ad esempio come possa essere possibile avere "paura della paura" (e chi lo ha provato lo sa bene), anticipando con il pensiero la paura di collassare, di impazzire, di perdere di controllo, perfino di morire o comunque di trovarsi in difficoltà senza vie d'uscita. Mentre l'attenzione esasperata riservata a ciò che accade nel proprio fisico (battiti cardiaci aumentati, dolori in qualche parte del corpo, mancanza di aria, ecc.) conduce ad un aumento dell'ansia che a sua volta esaspera le condizioni fisiche facendo temere il peggio.

Darwin nel 1872 così descriveva le caratteristiche somatiche e comportamentali del terrore acuto negli animali.
"In tutti o quasi tutti gli animali, perfino negli uccelli, il Terrore procura tremore nel corpo. La pelle diviene pallida, il sudore cola e i peli si rizzano. Le secrezioni del canale alimentare e dei reni aumentano e sono scaricate involontariamente, a causa della loro relazione con i muscoli sfinterici, come è noto nel caso dell'uomo e come io ho osservato nel bestiame, nei cani, nei gatti e nelle scimmie. Il respiro è affrettato. Il cuore batte velocemente, violentemente e impetuosamente; ma se esso pompa il sangue più efficientemente attraverso il corpo è cosa dubbia, in quanto la superficie corporea sembra esangue e la forza dei muscoli presto diminuisce...
Le facoltà mentali sono molto disturbate. Presto segue una completa prostrazione e perfino lo svenimento. Un canarino terrorizzato è stato visto non solo tremare e diventare bianco alla base del becco, ma addirittura svenire; e una volta che catturai un pettirosso in una stanza, era svenuto così profondamente che per un periodo di tempo ho pensato fosse morto".
Darwin sosteneva che l'animale si prepara ai possibili danneggiamenti e automaticamente mobilita il corpo per la difesa".
Per versi diversi all'essere umano è possibile che accada durante un attacco di panico quanto descritto da Darwin già nel 1872 a proposito degli animali.

Stranezza, distorsione e irrealtà sono qualità con cui la persona vive gli oggetti esterni che in condizioni normali gli sono familiari.
Le esperienze interne sono vissute anch'esse come strane e spaventosamente inconsuete. E' possibile perdere la normale sensibilità delle mani e dei piedi di alcune parti interne del proprio corpo e provare intorpidimento degli arti nonché sentire un senso generale di stanchezza e di pesantezza.
Ma ciò che più spaventa durante l'attacco è la perdita del controllo su tutto ciò che prima dell'attacco stesso era possibile poter gestire un modo relativamente facile. Sembra essere estremamente difficile conservare e riprendere il controllo volontario: sulla visione chiara di ciò che è vicino al soggetto, sulla concentrazione, sull'attenzione e sull'azione. Può anche accadere, sebbene raramente di svenire. L'esterno è distante e alterato.
Quantunque il soggetto possa dire chi è e dove è, si sente non sicuro sul fatto che "questo sono veramente io". "Io non sento di stare veramente qui. Mi sento diverso. Le cose sembrano diverse dal solito". "Mi sento di essere pronto per morire"; "Sento di stare perdendo il controllo"; "Sto impazzendo"; "Sto morendo"; o: "Sto per aver un colpo". Sebbene i pazienti spesso interpretino le "strane sensazioni" come un segno di follia, questi sono segni specifici di reazioni nevrotiche acute piuttosto che psicosi, sono affermazioni che talune persone in preda a all'attacco o subito dopo usano interpretando il loro stato come segno di pazzia. Si tratta però di reazioni nevrotiche acute e non di psicosi.

Come ben sa chi lo ha malauguratamente provato anche solo per una volta, l'attacco di panico si rivela essere una delle peggiori esperienze mai provate nella vita poiché si ha la sensazione di essere in balia di forze assolutamente incontrollabili mentre si assiste alla sparizione automatica di ogni capacità di ragionamento.
A volte il soggetto riconosce che l'attacco di panico, almeno nella fase iniziale potrebbe essere un "falso allarme" oppure egli potrebbe anche rammentare l'innocuità di attacchi avuti in passato, ma disgraziatamente non riesce ad usare tale consapevolezza per frenare il sopraggiungere dei sintomi e dei pensieri terrorizzanti che lo invadono per cui dice a se stesso:" Questa volta mi sta succedendo davvero, sto davvero per morire (sto perdendo il controllo, sto soffocando, sto diventando pazzo)".
L'ideazione spaventosa è accompagnata da una serie di sintomi simili e solitamente più invalidanti e gravi di quelli che si verificano con l'attacco d'ansia. I sintomi cognitivi e affettivi si intensificano arrivando a sensazioni di depersonalizzazione e derealizzazione. La funzione cognitiva è dispersa nell'incapacità di ragionare, la quale sovrasta in intensità l'ansia e i sintomi fisiologici.

Interrogato il soggetto che soffre di attacchi di panico o di paura anticipatoria dell'attacco, egli risponde, nella maggioranza dei casi, che l'avvio dell'attacco o della sensazione dolorosa e disagio fisico che preludono l'attacco stesso sembrano "spontanei" o "come venire dal nulla".
In genere quanto accade prima dell'attacco si riferisce a qualche cambiamento nello stato fisiologico dell'individuo es: sentirsi deboli dopo essersi alzato da una posizione chinata; vampate di calore quando da un ambiente fresco esce al caldo/umido dell'aperto; mancanza di respiro e palpitazioni dopo aver salito in fretta le scale.
Tali normali cambiamenti fisiologici vengono interpretati come avvisi di gravi malattie interne a causa dell'usura della funzione cognitiva sottoposta a continui allarmi e apprensione e indebolita dall'eventuale uso di farmaci. Ed è in tal modo che si instaura un circolo negativo da cui sembra impossibile poterne uscire. Inoltre, l'esperienza clinica ha dimostrato che componenti psicologici possono far precipitare l'attacco come è il caso dell'indebolimento delle valutazioni nelle varie situazioni di vita corrose dal nucleo di vulnerabilità del soggetto potendo fornire gli elementi necessari ad instaurare un attacco. Generalmente i conflitti che possono comportare l'attacco di panico sono collegati a minacce all'indipendenza e all'autonomia del soggetto (separazione: morte di persone care; separazione coniugale o dal proprio partner; ribellioni contro figure autoritarie / criticanti / rifiutanti ecc., cambiamenti: nel o di lavoro, finanziari, difficoltà sessuali, standard di vita o abitudini personali, ecc., perdita: lesioni corporali o malattie; finanziarie, lavoro, ecc.).

Tenta qualche volta di non confondere la possibilità con la probabilità: è possibile che vada male ma vi è una alta probabilità che ciò non accada.

Prova ad accettare i tuoi pensieri invece di respingerli: "osservali" e lasciali scivolare via come scivola l'acqua dall'ombrello aperto che ti ripara dalla pioggia.

Comincia a domandarti se i tuoi pensieri spaventosi nascono dalla realtà oppure dalla tua abitudine a pensare in quel modo.

Puoi consentirti di emozionarti e di provare sensazioni positive ora, proprio mentre stai leggendo. Non preoccuparsi del futuro non significa trascurarlo.

Che ne diresti di decidere di non combattere più l'ansia, ma di conviverci? Se l'ansia diventa la tua alleata, insieme con lei puoi fare qualsiasi cosa. Dì a te stesso: "malgrado io possa agire imperfettamente ed esserne consapevole, continuo ad agire!"

Il tuo obiettivo è migliorare, non raggiungere immediatamente il benessere.


 
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fonti bibliografiche