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Sintomi del disturbo da ansia
Partendo dall'assunto che i sintomi da ansia sono espressioni di funzioni psicologiche, si può affermare che l'apparato cognitivo; - in presenza di una minaccia o di un "pericolo" - emette valutazioni delle situazioni, delle persone, degli eventi e delle risorse di cui il soggetto dispone per fronteggiare i problemi. Egli prefigura in tal modo un "pericolo" e sottovalutando le sue risorse attiva le componenti affettive, comportamentali e fisiologiche disturbanti.
La componente affettiva (l'ansia cioè) accelera il processo rendendo urgente atti risolutori.
La componente comportamentale riguarda sia l'attivazione che l'inibizione.
La componente fisiologica mobilizza l'organismo.
Bisogna poi tenere presente che la flessibilità di passaggio da un pensiero ad un altro o da una azione ad un'altra è gravemente inficiata dalla presenza dei sintomi per cui i comportamenti difensivi di fuga, evitamento, inibizione e blocco perdurano anche quando il "pericolo" è trascorso facendo reagire inappropriatamente il soggetto a nuove situazioni e impedendo al soggetto stesso di uscire dalla modalità di pericolo. Si instaura così una modalità omeostatica di automantenimento altamente stressante.
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I sintomi che riguardano il disturbo da ansia appartengono alle seguenti quattro sfere funzionali: cognitiva, affettiva, comportamentale e fisiologica, che possono - ognuna - iperfunzionare ovvero interferire reciprocamente disadattando il soggetto nella risposta al "pericolo".
I sintomi cognitivi riguardano la percezione interna o dell'ambiente e in tal caso il funzionamento mentale sembra confuso, oscurato, stordito; aumenta la consapevolezza di sé e la vigilanza mentre l'ambiente sembra diverso, irreale e gli oggetti sono percepiti come offuscati e distanti. Quando invece è intaccato il pensiero si possono verificare: difficoltà di concentrazione, incapacità di controllo del pensiero stesso, confusione, affievolimento del ricordo, distraibilità, difficoltà nel ragionamento con perdita di obiettività e prospettiva.
I sintomi della sfera cognitiva sono anche di natura concettuale quando esiste paura: di perdere il controllo, di non essere in grado di far fronte alle situazioni, di ferite fisiche o di morte, di disturbi mentali; possono essere presenti immagini visive minacciose e produzione ripetitiva di pensieri spaventosi.
I sintomi della sfera affettiva sono quelli che colpiscono di più l'osservatore. Quando il problema che provoca gli stati affettivi disturbanti è urgente e improcrastinabile vi può essere panico, altrimenti si verifica una cronicizzazione dello stato disagevole.
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Gli stati affettivi si esprimono con: irritabilità, impazienza, nervosismo, tensione, suscettibilità, terrore, allarme, eccitazione.
I sintomi della sfera comportamentale si esprimono mediante: inibizione, immobilità del tono muscolare, fuga, evitamento, linguaggio e coordinazione difficoltosi, agitazione motoria, collasso e iperventilazione (eccessiva immissione di ossigeno nei polmoni).
La sfera fisiologica presenta una ampia gamma di sintomi, distinti però a seconda dei due rami del sistema nervoso centrale: il simpatico e il parasimpatico. Il ramo simpatico opera per il fronteggiamento della situazione ed allora si possono avere le seguenti reazioni fisiologiche: palpitazioni, tachicardia, aumento della pressione sanguigna, respirazione rapida o difficoltosa o superficiale o insufficiente o affannosa, pressione al torace, nodo alla gola, sensazione di soffocamento, incremento di riflessi, reazione d'allarme, palpebra contratta, insonnia, spasmi, tremori, rigidità, agitazione, espressione contratta, vacillamento, debolezza generalizzata, gambe traballanti e movimenti goffi, perdita dell'appetito o repulsione per il cibo, disturbi addominali, rossore o pallore del volto, efidrosi (sudorazione palmare), iperidrosi (sudorazione generalizzata), momenti di caldo e freddo, prurito.
Il ramo parasimpatico agevola la strategia del collasso cioè quella per cui il soggetto è impotente e senza difese nel far fronte ad una minaccia. In tal caso i sintomi sono i seguenti: debolezza, svenimento, calo della pressione sanguigna e del ritmo cardiaco, spasmi bronchiali, dolori addominali, nausea, bruciore di stomaco, vomito impulso e/o frequenza nell'orinare.
I sintomi che appaiono come reazione (ora inadeguata) di autoprotezione dell'organismo nella sua completezza psicofisiologica trovano la loro ragione d'essere se esaminati alla luce dell'evoluzione della specie umana che ha dovuto sviluppare una serie di reazioni, sino dalla sua prima apparizione, per fronteggiare l'ostilità e i pericoli degli altri esseri umani e animali nonché dell'ambiente.
Chi voglia approfondire tale argomento può far riferimento all'esemplare e innovativo lavoro del biologo Laborit e a quello dell'etologo Lorenz.
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- fonti bibliografiche
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