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LA TERAPIA FARMACOLOGICA E LA PSICOTERAPIA
L'uso di farmaci - da assumere sempre e comunque con la prescrizione e sotto il diretto controllo medico - può rivelarsi vantaggioso nelle prime fasi di gestione del disturbo e in ogni caso per un tempo circoscritto allorchè la sintomatologia ansiosa è così altamente invasiva da costituire un grave handicap nello svolgimento delle normali attività quotidiane e del lavoro.
Il tempo durante il quale si assumono dei farmaci - specie quelli ansiolitici - deve essere assolutamente breve per evitare che il farmaco vada a far parte del sistema omeostatico delle "tentate soluzioni" mantenendo e alimentando il sistema stesso nel tempo.
link correlati:
- la P.N.L. (programmazione neuro-linguistica) nei disturbi fobici
- il modello terapeutico strategico (Nardone)
Come sottolinea opportunamente Nardone (1993): "…sembra che ciò che determina la costituzione della forte sintomatologia fobica, non sia l'evento iniziale, ma tutto ciò che il soggetto mette in atto per evitare la paura. Ciò sta a significare che le "tentate soluzioni" operate dalla persona per sfuggire alla paura dello scatenamento delle proprie reazioni emotive e somatiche, conducono all'aggravarsi della sintomatologia stessa, finendo per costituirla ad un livello superiore di gravità, quello della completa generalizzazione delle percezioni e reazioni fobiche nei confronti della realtà".
Prima di iniziare una cura farmacologica, bisognerà accertarsi con il medico del rapporto rischi/beneficio, per esempio, nel caso degli ansiolitici (meno per i beta bloccanti) è possibile una dipendenza psicologica e l'assuefazione (che implica la necessità dell'aumento del dosaggio per conseguire i medesimi benefici iniziali); in alcuni casi addirittura il farmaco può provocare (almeno inizialmente) l'incremento della sintomatologia che si vorrebbe evitare.
Sarà anche necessario accertarsi degli effetti collaterali e delle controindicazioni (sonnolenza, intorpidimento, nausea, ecc.) che potrebbero interferire con l'attività lavorativa, specie se questa prevede notevoli livelli di attenzione (come guida di autoveicoli o uso di macchinari per esempio).
Quando insieme con l'ansia è presente uno stato depressivo si può venir curati con farmaci antidepressivi in associazione con ansiolitici. I medicinali antidepressivi devono essere assunti per tempi lunghi (superiori in ogni caso a tre mesi), hanno parecchi effetti collaterali negativi, ma non danno dipendenza.
Particolare attenzione va poi posta alla diminuzione o alla interruzione del trattamento farmacologico in esame senza previa consultazione medica, sia quando è in atto la sola terapia farmacologica che in abbinamento a quella psicoterapeutica a causa della possibilità di ricadute e recidive.
E' necessario aggiungere che, nel controllo dei disturbi fobico ansiosi sono da evitare nel modo più assoluto quelle sostanze che possono provocare una sintomatologia simile a quella dell'ansia come per esempio alcuni inibitori della fame agenti a livello centrale o alcuni stimolanti di sintesi e alcaloidi naturali come la caffeina, la teina e la teobromina (presenti rispettivamente anche nel caffè, nel tè e nel cioccolato).
Sono inoltre da evitare diete o farmaci autoprescritti - eventualmente consigliati consigliati dai vari settimanali patinati alla moda o dall'amico di turno che ne esalta i miracolistici effetti.
Trattamento d'elezione per i disturbi ansiosi e fobici è la psicoterapia breve (non abbreviata) focalizzata sul problema/i riferito/i dal paziente.
Essa deve essere condotta da psicoterapeuti - preferibilmente esperti nel trattamento dei disturbi in esame - iscritti all'Albo, che è consultabile presso i Consigli regionali dell'Ordine professionale degli psicologi presente in ogni regione d'Italia. Presso il medesimo Ordine può essere presa visione della tariffa oraria di prestazione (da un minimo ad un massimo) stabilita del Consiglio nazionale dell'Ordine nonché delle norme deontologiche cui devono ispirarsi gli psicologi e gli psicoterapeuti nell'esercizio della professione.
E' molto importante che lo psicoterapeuta - scelto personalmente o consigliato dal medico curante o specialista - sia persona con cui il futuro paziente possa trovarsi a suo agio in un clima di fiducia e accettazione reciproca, clima che di per sé è già terapeutico con i soggetti ansiosi.
Indicativamente la psicoterapia breve consta di alcune fasi - non necessariamente in sequenza temporale - sostanzialmente riconducibili a:
- Instaurazione di un buon rapporto terapeutico (sincerità ed empatia non invadente).
- Colloquio per la conoscenza della storia del paziente e descrizione del modello di cura nonché del corso del trattamento.
- Valutazioni dei sintomi e decisioni di intervento sugli stessi di comune accordo; indagini di carattere medico dirette a escludere cause organiche dell'ansia.
- Lavoro di ristrutturazione dei pensieri e delle convinzioni responsabili dell'esistenza del/dei problema/i.
- Lavoro di ri-educazione e di ri-abitudine degli schemi esperenziali che avevano guidato e mantenuto il paziente nel disturbo, verso nuovi schemi di orientamento nei campi cognitivo/comportamentale, emotivo/affettivo e fisiologico.
Il tempo necessario per portare vantaggiosamente a termine una psicoterapia breve oscilla da cinque a più o meno trenta sedute in relazione alla entità del disturbo (da leggero a moderato a grave). Tempi più lunghi possono rendere il trattamento controproducente o non necessario poiché non incoraggiano l'autosufficienza, potrebbero stimolare la dipendenza dalla terapia o ingenerare la convinzione che il problema non è di facile soluzione con conseguenti abbandoni della terapia o assuefazione alla stessa.
All'inizio del trattamento è consigliabile suddividere gli incontri in ragione di due per settimana (alcuni di questi possono anche essere anche di due ore quando, per esempio, è necessario stimolare deliberatamente l'ansia nel corso della seduta per poi dimostrare in che modo è possibile alleviarla).
Alcune volte, per motivi di ordine geografico, gli incontri possono avvenire quotidianamente per tre o quattro settimane. Tale cadenza temporale, lungi dal costituire uno svantaggio, consente invece un riscontro giornaliero e subito correttivo nel trattamento dell'ansia.
La terapia può anche essere effettuata con gruppi di persone (da otto a dodici circa) i cui componenti presentano omogeneità nei disturbi. Tale modalità, oltre che costituire un abbattimento dei costi rispetto alla terapia individuale, ha l'indiscutibile vantaggio del criterio della solidarietà costruttiva e dell'autoterapia per imitazione.
Bisogna infine precisare - anche se l'affermazione può sembrare ovvia - che l'efficacia di una psicoterapia è in diretta relazione alla risoluzione o quanto meno alla attenuazione dei disturbi (problemi) presentati dal paziente al terapeuta.
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